PARTECIPARE LA DEMOCRAZIA

Comune di Cesena

Anche a Cesena, come nelle vicine Forlì e Ravenna, il PCI rimane lungamente escluso dal potere locale. In effetti, se il primo Sindaco della Cesena liberata è il comunista Sigfrido Sozzi, già nel 1948 l'uscita dalla maggioranza di PRI e DC provoca nuove elezioni, la costituzione di una Giunta centrista e l'esclusione dei comunisti dal governo locale.
Dopo il voto del 1956 le tensioni fra DC e PRI e l'affermarsi all'interno del PRI delle correnti di sinistra aprono la strada ad un esperimento di governo monocolore repubblicano sostenuto dall'esterno da PCI e PSI, un risultato notevole per la legittimazione che ne deriva ai comunisti in anni in cui nel Paese prevale il rigido allineamento filo-atlantico del centrismo. Tuttavia pochi anni dopo la nascita di una Giunta di centrosinistra confina nuovamente i comunisti all'opposizione.
La svolta arriva con le elezioni del 1970, dalle quali emerge una nuova maggioranza formata dal PCI, PSI e PSIUP col Partito comunista che ritorna ad esprimere il Sindaco. Per 16 anni le Amministrazioni a guida comunista di Leopoldo Lucchi e Gabrio Casadei Lucchi si caratterizzano per il forte impegno nel potenziamento dei servizi sociali e per l'infanzia, nello sforzo per garantire alle aree periferiche della città gli stessi servizi di quelle centrali, nel potenziamento dell'offerta culturale cittadina e nel sostegno allo sviluppo economico e produttivo.
Le cose cambiano parzialmente nel 1986 quando la stipula di un accordo tripartito fra PCI, PSI e PRI porta alla guida della città il repubblicano Piero Gallina, comunque alla testa di una Giunta in cui predominante è la presenza del PCI.