PARTECIPARE LA DEMOCRAZIA

Dissenso cattolico

Il dissenso cattolico è dato da una serie di posizioni eterodosse rispetto a quelle delle gerarchie, che hanno origine dal rinnovamento del mondo cattolico generato del Concilio Vaticano II. Questo fenomeno interessa una serie di esperienze piuttosto variegate, dall’azione di taluni prelati, all’attività intellettuale di certe riviste, all’attivismo di gruppi e comunità di base.

Decisiva è l’aspirazione ad una Chiesa “povera”, spogliata dei privilegi mondani, tematica emersa con forza già durante il Concilio, e che ora i dissidenti cercano di mettere in pratica con l’impegno sociale, con la scelta di vivere ed operare nelle fabbriche, nelle periferie urbane e globali, ecc...

Su scala internazionale, esercita una particolare influenza su questi gruppi la situazione del Terzo Mondo, tanto la “sporca guerra” in Vietnam, quanto la situazione dell'America Latina, dove numerosi prelati si sono schierati con decisione a fianco di minoranze ed emarginati.
Dopo l’ondata del ’68 una parte del dissenso assumerà una più netta connotazione politica, avanzando le tesi del superamento dell’unità politica dei cattolici sotto le bandiere della DC, a favore di un impegno nelle file della Vecchia o Nuova Sinistra, sentita come maggiormente sensibile alle istanze di eguaglianza e giustizia evangeliche.

Sul versante sindacale questa spinta porta alla dichiarazione di rottura, da parte delle ACLI, del proprio legame con la DC, e influenza l’evoluzione della CISL verso l’unità sindacale.