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Faenza, uccisione di Adriano Salvini

Uno degli episodi più efferati di violenza neofascista in provincia di Ravenna è avvenuto a Faenza: la sera del 7 luglio 1973 Daniele Ortelli, giovane teppista legato alla sezione locale del Fronte della Gioventù, dopo aver provocato e aggredito alcuni avventori di un bar, incontra nella sua fuga il bracciante quarantunenne Adriano Salvini e lo aggredisce causandone la morte. La vicenda provoca una fortissima reazione di sdegno nella cittadinanza: trattata inizialmente come follia di un alcolizzato dalla stampa conservatrice, viene invece individuata da tutta la sinistra come simbolo chiaro dell’affermarsi violento dei gruppi neofascisti. La condanna è unanime, i funerali si trasformano in una manifestazione di massa, mentre altre manifestazioni e cortei antifascisti segneranno il mese di luglio.