PARTECIPARE LA DEMOCRAZIA

Videointervista a Pierluigi Bersani

Pier Luigi Bersani nasce a Bettola nel 1951, presso una famiglia di stampo cattolico e democristiano. Qui, giovanissimo, comincia la sua attività politica indicendo uno sciopero tra i chierichetti della parrocchia locale.  Nel 1970 fonda una sezione di Avanguardia Operaia e in seguito passa al PCI, con il quale nel 1980 viene eletto in consiglio regionale dell’Emilia Romagna per la circoscrizione di Piacenza e ne diviene presidente nel 1993. Dal 1996 ricopre diversi ministeri, quello dell’Industria nei governi Prodi I e D’Alema I, quello dei Trasporti nei governi D’Alema II e Amato II e quello dello Sviluppo economico nel governo Prodi II. Nel 2007 è tra i fondatori del Partito Democratico, e ne diviene segretario nel 2009 fino al 2013; ne esce nel 2017 per fondare il partito Articolo Uno. Attualmente è in carica come deputato per Liberi e Uguali.

Data di creazione: 6/06/2021

Luogo/produzione origine: Rivergaro, Piacenza

Soggetto produttore/provenienza: Istituto Storico Parri, Bologna

Compilazione: Sara Amoruso, Tommaso Cherchi

Consistenza, supporto e formato: file digitale Mov

Durata: 77'

Stato di conservazione

  • Video: Buono
  • Audio: Buono

Descrizione ambiti e contenuto

Videointervista a Pierluigi Bersani effettuata presso la Casa del popolo di Rivergaro (PC), in occasione dell’inaugurazione della mostra per i 100 anni dalla nascita del PCI.

Note alla descrizione

Riprese effettuate con una telecamera fissa sull’intervistato.

Sommario

L’intervistato descrive:

  • 00.01 La famiglia e la formazione giovanile. Nasce nel 1951 in provincia piacentina, in un paesino bianco, caratterizzato dalla presenza di una DC che ha fatto la resistenza. Figlio di artigiani democristiani e frequentatore della parrocchia dove organizza lo sciopero dei chierichetti. Liceo a Piacenza e angelo del fango a Firenze dove comincia il coinvolgimento ideale e politico. Leader a scuola. Si iscrive all’Università di Bologna, Filosofia.
  • 04.04 Rapporti con Avanguardia Operaia: forte cultura senza ritualità ideologica. Nel ‘72 c’è un’atmosfera plumbea a causa degli omicidi Feltrinelli e Calabresi. Scontri con i fascisti durante le manifestazioni. Domande e crisi sul proprio operato che portò alla scelta morale prima che politica: stare con i pochi comunisti muratori del proprio paesino, con la gente che voleva difendere.
  • 09.35 Tesserato al Pci e prima festa dell’Unità a Bettola. Dopo la laurea inizia a insegnare e lavorare per il PCI come funzionario senza stipendio ma in regola. Successivamente consigliere e vicepresidente di minoranza al comune di Bettola. Per la federazione segue vari ambiti: scuola, cultura, montagna ecc.
  • 15.22 Bersani è notato e candidato nel 1980 alla Regione inizialmente come consigliere regionale ma subito spostato in Giunta. Iniziò con l’assessorato ai servizi sociali di prevalenza femminile. Vive la strage della stazione, “ l’apocalisse senza disordine”; il terremoto in Irpinia per cui organizza i soccorsi. Il ruolo del funzionario per il PCI come colui che “ funziona” nel rapporto tra l’amministrazione, il partito e la gente.
  • 21.13 Fa quasi tutti gli assessorati fino a diventare Presidente. Contro l’idea di modello perché governare significa cambiare tutti i giorni ed essere aperti fare  “ la sala macchine del riformismo nazionale”. Nel 1994 dopo la vittoria di Berlusconi, lancia l’appello per la creazione dell’Ulivo.
  • 25.13 Invitato a fare il ministro. Durante la riunione dei costituzionalisti Bersani lascia tutti e va al concerto degli ACDC. Il mattino dopo seppe da un amico di essere diventato ministro. Applica sempre lo stesso meccanismo “Non lasciare mai le cose come le si è trovate e parti dalle forze che hai”. Ha fatto tante riforme senza consulenze esterne. Vede ciò che è diventato il PCI, l’incontro tra i cattolici liberali e la sinistra di governo era facile e simile alla situazione emiliana in cui Pci e cattolici si confrontavano e competevano.
  • 30.49 Il Pci era molto forte nel dopoguerra solo dove è stata fatta la resistenza con grandi perdite; il Pci diventa politicamente rilevante in Italia quando inizia a rappresentare più ceti sociali, secondo l’idea gramsciana. L’Emilia Romagna invera la politica del Pci, recuperando il socialismo municipale e le forme di autorganizzazione sociale di inizi ‘900 con in più un partito che organizza e guida il passaggio fra agricoltura e industria. Il Pci ha resistito senza macchie all’ondata di Tangentopoli.
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Supervisore/curatore: Luisa Cigognetti

Intervistatore: Luisa Cigognetti

Operatore: Luisa Cigognetti, Tommaso Cherchi, Sara Amoruso