PARTECIPARE LA DEMOCRAZIA

Redazione de "L'Unità"

Nonostante "l'Unità" avesse da sempre avuto numerosi corrispondenti da Reggio Emilia, dal dopoguerra composti principalmente dai redattori de "La Verità", organo provinciale del partito, la redazione reggiana de "l’Unità" prese vita solo nel 1954. Grazie ai preziosi ricordi e appunti di Gian Piero Del Monte, Antonio Zambonelli e Ione Bartoli, siamo in grado di ricostruire, in breve, la storia della redazione di Reggio Emilia dello storico quotidiano comunista. Nel 1954, la redazione del giornale occupò un'ala di Palazzo Masdoni, la nuova sede provinciale del PCI. Alla direzione delle pagine locali fu l'avvocato Alfredo Gianolio sino al 1958, poi Giordano Canova, ex partigiano e operaio delle Reggiane. Le fotografie che comparivano sulla pagina reggiana del giornale comunista erano fornite dal Gruppo Artigiani Fotografi (G.A.F). Il gruppo di redattori, collaboratori e fotografi reggiani de "l'Unità" furono testimoni della cronaca dei sanguinosi fatti del 7 luglio 1960. Fulgenzio Codeluppi, fotografo del G.A.F, e Antonio Zambonelli, all'epoca collaboratore de "l'Unità", furono gli autori di uno degli scatti più famosi di quel giorno, che ritraeva un gruppo di persone raccolte intorno al corpo senza vita di Lauro Farioli. La fotografia venne scattata proprio dal balcone della sede del G.A.F e apparve sulla prima pagina de "l'Unità" l'8 luglio 1960. Nel corso del 1962, la redazione de "l'Unità" di Reggio Emilia venne sospesa, ma fu ripristinata nel 1969, sempre sotto la direzione di Giordano Canova, con un rinnovato gruppo di redattori. Così, dal 1969, la redazione reggiana de "l'Unità", composta negli anni da diversi redattori tra cui Roberto Scardova, Otello Incerti, Antonio Zambonelli, Gian Piero Del Monte e molti altri, continuò a raccontare la cronaca di Reggio Emilia per più di trent’anni. Dagli anni Cinquanta al lungo Sessantotto, dal complesso periodo della fine degli anni Settanta sino agli anni Ottanta, via Toschi 21 fu sede di una parte importante dell'informazione cittadina. Nel 1987 la redazione, sotto la guida di Gian Piero Del Monte, venne trasferita nella vicina via Tavolata 6; sono gli anni che siglano la fine del PCI e l'inizio del centrosinistra a Reggio Emilia. Con il giornale ormai in crisi, la redazione reggiana venne definitivamente chiusa nel 1997 e trasferita a Bologna, dove operò per l’inserto regionale de "l'Unità".